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25/10/2018

Campionati Italiani Sprint Relay 2018: ce l’abbiamo fatta!!!

Più di un anno di lavoro, circa 16 mesi tra sopralluoghi e lavoro al computer con la prima bozza dei percorsi pronta a giugno 2017. Il compito di tracciatore (e di cartografo) della Sprint Relay che mi ero preso volentieri due anni fa è stato molto impegnativo, facendomi arrivare veramente stanco e mentalmente saturo all’ultima settimana di preparazione. Nonostante la mia lunga esperienza da tracciatore infatti ho sofferto molto la preparazione di questa gara: sarà stata la distanza dal luogo dell’evento (con delega ad altri di cose che avrei voluto seguire io…), gli anni di inattività da tracciatore dopo i Mondiali Junior sprint sempre a Mezzano, l’ansia per la buona riuscita di una gara che è molto molto complicata da pianificare. Ma alla fine non ne potevo più!!!

Cosa dire: io sono molto soddisfatto del risultato e soprattutto siamo stati organizzativamente bravi a non commettere grossi errori, anche se qualche sbavatura a mio avviso c’è stata…

Per quel che mi riguarda le seguenti sono state le cose positive e negative di questi Campionati Italiani:
PIU’
+ Percorsi ben tarati tecnicamente e tempi medi dei migliori corretti per una sprint (solo per la categoria youth troppo corti, con i giovanissimi atleti che praticamente corrono come i ragazzi junior…)
+ Arena di gara b-e-l-l-i-s-s-i-m-a!!! Ben organizzata, a mio avviso chiara, esteticamente molto bella con striscioni, gonfiabili, transenne di legno e con un ultimo punto veramente particolare e caratteristico del paese. Bello lo spazio per i concorrenti nella piazza del brolo e ben studiata (e montata) la zona cambio. Da tracciatore non avrei potuto immaginare di meglio …
+ In generale apprezzamento da parte di molti concorrenti (non li ho potuti sentire tutti… ;-) ), soprattutto da alcuni dei più forti sprinter elite e dalle categorie master, le più difficili da accontentare! ;-)
+ Buon approccio mediatico all’evento tramite i social

MENO
- Potevo studiare diversamente i flussi di punto spettacolo / ultimo punto, con gli atleti in possesso di si-card SIAC che sfrecciavano senza fermarsi rischiando di scontrarsi con atleti “più lenti” (a mia discolpa c’è da dire che il “discorso SIAC” è uscito a poche settimane dalla gara quando i miei percorsi erano quindi ormai definitivi…)
- Il gazebo delle categorie individuali poteva essere posizionato giusto un paio di metri più indietro così da non intralciare il passaggio dei concorrenti elite dopo il primo punto spettacolo.

Mi sono permesso poi di chiedere ad alcuni tra gli elite più forti in gara sabato gli aspetti positivi e quelli su cui sarebbe stato meglio a loro avviso cambiare qualcosa. In ordine sparso questi sono i loro pensieri:
-“In generale un buon tracciato sprint finalmente anche in Italia... Vario, tricky e adatto a un Campionato Italiano.”
- “Aspetti positivi: tracciati, location, arena, comunicazione mediatica prima dell'evento molto accattivante”
- “spesso si usciva dal punto dalla stessa parte da cui si arrivava o che altre categorie arrivavano e si rischiava di andare a sbattere.”
- “Penso che la gran quantità di punti nel tracciato e i forking ha reso davvero necessario controllare codici e descrizione punto (cosa che ritengo comunque importante soprattutto in una staffetta, ma che vedo che sempre più atleti tendono a sottovalutare, nelle sprint...).”
- “aspetti positivi la SiAir sicuramente, cioè siamo nel 2018 quindi per fortuna finalmente avete fatto voi il primo passo, speriamo che altri vi imitino.”
“ho rischiato parecchie volte di scontrarmi con le altre ragazze, alcune scelte infatti una volta preso il punto obbligavano a tornare indietro dalla stessa parte dalla quale si giungeva.”
- “secondo me la gara era tracciata veramente bene! Anche se conoscevo il posto sono riuscito a sbagliare alcune scelte di percorso e non l’ho mai trovato banale.”
- “pur non amando particolarmente le sprint sono riuscita a divertirmi”
- “talvolta la carta avrebbe avuto bisogno di rendere più chiaro qualche passaggio aperto/chiuso”
- “il tracciato di Mezzano mi è piaciuto molto, l'ho trovato tecnico e per niente banale”
- “Una cosa che non é andata molto bene al lancio, sono stati i primi punti 1-2 e parte del 3, che essendo corti hanno portato a scontri tra atlete e anche con dei master. Un primo punto un po' più lontano sarebbe l'unica miglioria al tracciato da parte mia.”
- “L’unica cosa negativa secondo me è che non c’era il codice della lanterna vicino al numero e vista la difficoltà del paese e di avere punti vicini sarebbe stato utile”
- “Ok l'arena, ma un po' difficile da capire l'area di cambio”.
- “allora devo dire che il percorso era davvero bello, molto tecnico ma con tratti anche veloci. Io ho fatto il lancio e l’unica cosa che non mi è piaciuta sono gli scontri che ho fatto in gara alla fine di vicoli stretti”
-“Ho trovato molto divertente e varia la gara.”
- “forking ben distribuiti ed equi. Scelte presenti e difficoltà anche”
- “Mi ha colpito come si è riusciti a creare un tracciato interessante e assolutamente non banale in uno spazio relativamente piccolo”
- “In particolare mi è piaciuto l’uso intelligente delle barriere: non trabocchetti che ti fanno perdere la gara se ci caschi, ma che ti possono far perdere dei secondi se non sei bravo ad essere in anticipo con le scelte
- “I flussi dei percorsi ok, ma secondo me c'erano troppi rischi di scontro con gli atleti delle altre categorie.”
- “Sarebbe interessante capire cosa ha portato poi a dei risultati così "anomali", in una gara che ritengo di più buon livello tecnico e organizzativo!”
- “Per quanto riguarda i forking … mi sembravano giusti visti i distacchi.”
- “Quello che non mi è piaciuto alcuni punti davvero ravvicinati”
- “Mi è piaciuta l’alternanza di punti tecnici (centro paese), tratte di corsa (punti 12-13-14-15) e scelte lunghe (punto 18-19). Da quel punto di vista, i cantieri e zone vietate sono state sfruttate al massimo nel creare scelte interessanti e poco scontate.”
- “se l'organizzazione avesse posto più attenzione al controllo degli atleti in partenza avrei preferito”
- “Il percorso mi é piaciuto molto, soprattutto l'alternanza parte difficile iniziale, parte veloce centrale e difficile ancora nel finale é come avrei fatto i percorsi anche io”

Ascoltando i nostri Campioni azzurri in generale mi sembra quindi che la difficoltà e varietà tecnica, lo spettacolo dato dalla gara ed i forking siano stati apprezzati. Più problematico il discorso dell’intasamento di concorrenti all’interno del paese e sui punti di controllo. Per questa cosa si potrebbe agire con una proposta facile facile: in futuro la FISO potrebbe richiedere agli organizzatori partenza alle 14 (invece che alle 15 come quest’anno) per tutte le categorie tranne che per l’Elite, con la gara assoluta che potrebbe partire alle 15.30. Il vantaggio di questa differenziazione dovrebbe consistere in un terreno di gara per lo più libero per gli atleti elite che corrono molto forte (con conseguente rischio ridotto di scontri, atleti “lenti” a punzonare sulle lanterne, …), oltre al fatto di avere un pubblico molto più folto dei concorrenti che già hanno svolto la loro gara.
Per quel che riguarda i numerosi PE e PM (più o meno il 10-12% su tutti gli atleti iscritti), partendo dal presupposto che la “sprint relay” è la specialità che rispetto a sprint-middle-long più è a rischio di squalifica per il concorrente (stress e responsabilità data da una staffetta unita alla velocità di esecuzione tipica di una sprint), penso di avere individuato il problema.
Alcuni concorrenti (pochi in realtà, e per lo più facenti parte di squadre squalificate…) hanno sottolineato la difficoltà data da alcuni punti molto vicini tra loro: in merito posso dire che i forking più vicini presentavano distanze tra i 15 e i 18 m tra le lanterne, rimanendo quindi entro il limite richiesto dal regolamento internazionale che prevede una distanza di “minimo 15 m su oggetti diversi”. In molti hanno invece detto di aver commesso errori di lettura o sbagliato a punzonare / saltato dei punti a causa del fortissimo stress a cui erano sottoposti durante la gara: la difficoltà tecnica di alcune tratte all’interno del centro storico unita al fatto di correre “spalla a spalla” con gli altri avversari che potevano prendere strade e scelte diverse, ha fatto si che molti “andassero in banana”, cioè entrassero in confusione senza capire più dove andare e cosa cercare.
Sicuramente per il nostro movimento su questo tipo di gara c’è ancora da lavorare!

Chiudo cercando di analizzare due commenti che mi sono stati fatti e che non condivido per nulla:
1) “la gara di oggi era troppo difficile per il livello che abbiamo in Italia. Si saranno divertiti in 10, anzi no forse 3-4”.
Io sono dell’idea che se vogliamo migliorare dobbiamo cercare di proporre gare che sempre più si avvicinino agli standard internazionali. Non è pensabile che un tracciatore debba “tracciare facile” perché gli atleti italiani non sono in grado di portare a termine decentemente una gara… Il tracciatore al contrario strutturerà la gara dando le diverse lunghezze e difficoltà tecniche in base alle categorie, cercando però di proporre percorsi stimolanti e mai banali. Poi lo so anche io che su 110 iscritti nella Elite al sabato c’erano si e no un 40% di veri Elite (più o meno allenati, più o meno amanti delle sprint) mentre gli altri sono atleti “prestati” alla categoria; però non per questo bisogna sminuire tecnicamente la gara…
2) “è vero che c’erano tratte tecniche alternate a tratte più scorrevoli, però anche dove c’erano le zone più veloci c’era comunque da leggere o da fare scelte…”.
Noi facciamo gare di orienteering… Le tratte “corri-mona” dove si può mettere la carta in tasca e correre come Flash non mi sono mai piaciute e cerco quindi se possibile di evitarle categoricamente nei miei tracciati. Penso anzi che anche nelle zone “più facili” della carta possa emergere la bravura del tracciatore nel saper pensare tratte interessanti.


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