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26/03/2019

Stagione agonistica 2019: pronti, attenti, via!!!

Probabilmente uno dei titoli dati ai miei post più azzeccato… Nelle due gare del weekend che hanno aperto il calendario nazionale 2019 di orienteering ho avuto infatti la sensazione di partire con lo sparo di uno starter per lanciarmi a tutta in una gara di mezzofondo, campestre al sabato e stracittadina la domenica.
CARTA di Mantova - Bosco Virgiliano
CARTA di Mantova - Centro storico

Non posso dire di essermi annoiato eh... Alla fine il parco del sabato era piacevole, mi piace vedere tante lanterne (anche se magari mentre mi dirigo alla lanterna n° 2 vederla già da 200 m e mentre ci arrivo vedere anche già la 3, la 4 e la 5 non è proprio il max…) e c’era anche tanto sole. E su Mantova centro posso certamente dire che è una bella città, con tanta bella gente e una skyline dal lago inferiore invidiabile.

Però non posso neanche dire di essermi divertito… Due gare senza troppe pretese tecniche (forse colpa mia che corro troppo piano e quindi fatico a sbagliare?) corse a tutta dal primo all’ultimo metro. Non lo so se fosse possibile fare molto meglio a livello di tracciati, le carte sempre quelle rimanevano. Ma, almeno per il mio percorso, certamente al sabato si potevano evitare i punti a vista (anche andando alla 17 si vedevano 18-19-20 e 21, andando alla 11 si vedevano già la 13 e la 14), si poteva sfruttare meglio la zona dei campi da calcio e dei palazzoni per qualche scelta all’inizio, si poteva usare di più la zona del laghetto con punti corti (non a vista) e cambi di direzione.
Poi miracoli se la carta è troppo semplice non si fanno… Ma nel centro storico su una carta così si poteva fare qualche tratta più lunga per creare delle scelte anche “complesse”, sfruttare il parco con delle diagonali un po’ più impegnative (e non corrervi sul perimetro esterno…), spostare anche di poco i punti per creare qualche microscelta e dubbio in più… Senza considerare che la carta si poteva rendere più complessa mettendo delle barriere artificiali: so che non eravamo in un paesino ma in una “grande” città (con i problemi annessi…) e probabilmente sapevano a malapena cosa fosse l’orienteering, ma pensare di mettere delle barriere artificiali mobili (persona più fettuccia da togliere all’occorrenza per auto e passanti nelle vie meno trafficate) era veramente una cosa impensabile?

Buone idee? Troppa fantasia? Boh… Sicuramente un conto è buttar giù un percorso a tavolino o scrivere delle idee come ho fatto ora mentre altro discorso è poi verificare sul campo quello che si può e quello che invece non si riesce a fare. Da organizzatore so infatti che bisogna scontrarsi con la realtà del luogo, con le difficoltà logistiche e con i divieti e paletti imposti dalle amministrazioni locali.

Quindi non mi resta che tornare a casa con la felicità di aver finalmente reindossato il pettorale di gara, speranzoso che arriveranno presto delle vere e proprie gare di orienteering con qualche difficoltà tecnica in più dove potermi finalmente anche divertire!

PS: per la cronaca, sono arrivato secondo al sabato e quarto la domenica, rispettivamente a 34” e a 57” dai primi classificati. Lo so, in una sprint questi distacchi equivalgono ad un’infinità. Ma mi sa che nonostante le batoste del weekend per gare del genere non cambierò comunque la mia preparazione dell’anno… ;-)


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